Da Monaco a Venezia su auto d’epoca da sogno

05/05/2012

Quest’articolo non ha nulla a che vedere con le vacanze studio o con i corsi di inglese a Londra, ma parla di un viaggio fatto su 4 ruote d’altri tempi.

I privilegiati che possono permettersi queste vetture le vedono come sculture, opere d’arte uniche su cui è possibile sedersi e ascoltare il battito del loro motore.

Si è conclusa a Venezia, a fine aprile, una nuova edizione del Louis Vuitton Classic, un rally d’epoca che ha riunito 43 veicoli straordinari, insieme ai loro proprietari, per fare un viaggio attraverso alcune delle regioni più belle d’Europa. Hanno lasciato MonteCarlo un Lunedi d’aprile e hanno raggiunto la città dei canali, la Serenissima, dopo aver fatto una incursione in Francia e Svizzera, superarto diversi passi alpini, con neve inclusa e costeggiato i laghi più famosi d’Italia (Como, Maggiore e Garda).

Dopo aver percorso l’ultima tappa, iniziata a Verona, le auto sono state trasportate con il traghetto sull’isola di San Giorgio, dove saranno esposte al pubblico e sempre sull’isola si svolgerà la cena di gala con la consegna dei premi.

La più anziana auto in corsa quest’anno è un Isotta Fraschini-IM del 1913, di proprietà dell’americano William Evans. Ne sono stati costruiti solo sei esemplari, e hanno un motore di 7,2 litri.

La Louis Vuitton Classic non è un test di velocità. Il punteggio dipende dal fatto che i conducenti siano arrivati ai controlli ad intervalli pianificati, senza mai perdere la strada (navigatori GPS sono proibiti).

Tra le 43 meraviglie su ruote che hanno partecipato troviamo: Bugatti, Bentley, Alfa Romeo, Mercedes Benz e Ferrari. Anche se molte di queste vetture non hanno prezzo, all’asta alcune di loro sono arrivate a costare fino a 20 milioni di dollari.

Ieri, al suo arrivo a Fiesso d’Artico, vicino a Venezia, l’australiano Peter Briggs, 73 anni, ha spiegato con orgoglio le virtù della sua Bentley del 1922. Briggs e sua moglie arrivano da Perth (Australia) per partecipare alla gara. Possiede questo veicolo da trenta anni. Briggs, imprenditore minerario, inoltre possiede una raccolta di circa 150 automobili, la maggior parte trasferite in musei.

Altri si mostrano più imbarazzanti nel dire quante auto possiedono. L’olandesi Etienne Veen, proprietario di una Lagonda del 1939, ha detto: “Mia moglie dice che sono sufficienti, ma io sempre ricpondo abbiamo ancora spazio per un altra.”

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